{"id":270,"date":"2025-12-21T20:30:00","date_gmt":"2025-12-21T18:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/lucainfante.xyz\/?p=270"},"modified":"2026-01-18T11:39:22","modified_gmt":"2026-01-18T09:39:22","slug":"il-disagio-non-e-un-nemico-perche-il-cambiamento-fa-male-e-va-bene-cosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lucainfante.xyz\/?p=270","title":{"rendered":"Il disagio non \u00e8 un nemico: perch\u00e9 il cambiamento fa male (e va bene cos\u00ec)"},"content":{"rendered":"\n<p>Questo post lo sto scrivendo mercoled\u00ec 17 dicembre, in pausa dopo una mattinata interessante. Ieri, marted\u00ec, e oggi ho sperimentato disagio. Ma positivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Finalmente.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Il disagio non \u00e8 un nemico<\/h4>\n\n\n\n<p>La parte pi\u00f9 difficile nel gestire un percorso di ristrutturazione della propria mente, della propria capacit\u00e0 cognitiva? Gestire il disagio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il disagio spesso, se non contestualizzato, lo presumiamo come sbagliato. Come problema. Come un &#8220;non va&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 il disagio \u00e8 la parte migliore.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 il disagio \u00e8 la parte migliore<\/h4>\n\n\n\n<p>Migliore? S\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 ci permette di comprendere che il cambio sta avvenendo. La nostra mente prova disagio perch\u00e9 si ritrova a gestire un evento in maniera diversa, migliore, ma al tempo stesso il passato, la componente radicata in noi, cerca di opporsi e scatena il disagio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il disagio dimostra che funziona. Dobbiamo continuare. Non sottovalutarlo ma neanche temerlo.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Le tre fasi del disagio<\/h4>\n\n\n\n<p>All&#8217;inizio sar\u00e0 presente a 360 gradi. Poi pian piano scomparir\u00e0 dalla mente e rimarr\u00e0 prima nel corpo. Successivamente sar\u00e0 un lontano ricordo. Non lo dimenticheremo ma non lo temeremo pi\u00f9 e non sar\u00e0 pi\u00f9 l\u00ec a soggiogarci.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fase 1: La mente (resistenza totale)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il disagio \u00e8 ovunque. Presente a 360 gradi. La mente grida: &#8220;Questo \u00e8 sbagliato!&#8221; Ma non \u00e8 sbagliato. \u00c8 solo diverso. La componente radicata oppone resistenza perch\u00e9 il cambiamento richiede energia. Vecchi pattern neurali combattono i nuovi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fase 2: Il corpo (segnali fisici)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La mente inizia ad accettare. Il disagio scende nel corpo. Tachicardia. Occhio che pulsa. Tensione. Ma gi\u00e0 meno pervasivo. Il sistema nervoso si adatta, ma manifesta lo stress attraverso sensazioni fisiche.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fase 3: Il ricordo (lontano, non temuto)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il disagio diventa lontano ricordo. Non dimenticato. Ma non temuto. Non pi\u00f9 l\u00ec a soggiogarci. I nuovi pattern sono integrati. Il vecchio modo \u00e8 solo memoria, non pi\u00f9 minaccia.<\/p>\n\n\n\n<p>Le tre fasi non sono invenzione mia. Neuroscienze (Porges, Doidge) e psicologia (Prochaska) mostrano stessa progressione. Mente, corpo, integrazione. Il cambiamento reale passa sempre da qui.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Come distinguere il disagio del cambiamento dal mero disagio<\/h4>\n\n\n\n<p>Ma come capiamo il disagio dovuto al cambiamento dal mero disagio?<\/p>\n\n\n\n<p>Analizzando la situazione. Fermandoci un attimo. Inspirando ed espirando. Lasciando andare il nostro pensiero.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pensiero creer\u00e0 connessioni, analizzer\u00e0 percorsi e fornir\u00e0 risposte. All&#8217;inizio difficili, senza ombra di dubbio. Ma pian piano saranno come quella nebbia che si trasforma in foschia fino a sparire.<\/p>\n\n\n\n<p>Possiamo porci delle domande. Dirci se questa sensazione \u00e8 dovuta all&#8217;evento che stiamo vivendo. Possiamo porci le domande se ci va bene gestirlo diversamente, ossia come avremmo fatto nel passato.<\/p>\n\n\n\n<p>Poche e semplici domande. Esse poi ci daranno la risposta e con quella risposta capiremo i passi successivi.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Il cliente vampiro: metodo Wolf<\/h4>\n\n\n\n<p>Marted\u00ec. Un cliente chiede aiuto. Gratis, ovvio. Classico: &#8220;Ho bisogno, subito, facile per te.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Serve approccio Wolf. Non Winston Wolf di Pulp Fiction per la pulizia (quello no), ma per il metodo. Calma, analisi, strategia, esecuzione. &#8220;I solve problems.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Io, il mio socio e un top developer Gen Z che ho coinvolto apposta perch\u00e9 ha quella rapidit\u00e0 mentale che serve in queste situazioni facciamo mini analisi. Nel brevissimo tempo diciamo: questo \u00e8 l&#8217;unico compromesso possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cliente dava per ovvio che facessi tutto. Noi mostriamo analisi, compromesso, condizioni. Ripeto a lui: &#8220;Sii sicuro di quello che leggi e accetti.&#8221; Responsabilit\u00e0 sua.<\/p>\n\n\n\n<p>Primo confine: in un caso rispondo fuori orario. Volutamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo confine: nell&#8217;altro, anche se il mio passato avrebbe risposto immediatamente, mi oppongo.&nbsp;<strong>Disagio. Forte.<\/strong>&nbsp;Il giorno dopo, volutamente, non rispondo subito.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui ri-scrive. Dimostra interesse reale.<\/p>\n\n\n\n<p>Terzo confine: rispondo e metto paletti. Non risolve ancora la licenza? Licenza necessaria a noi per settare. Do disponibilit\u00e0 telefonica alla sua amministrazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Furbizia: nel processo, risolvo anche situazione fattura altro lavoro in sospeso. E l&#8217;amministrazione diventa amica. Alleata futura.<\/p>\n\n\n\n<p>Risultato: domani smarcano la licenza. Oggi alle 17 il mio socio (non io, volutamente, d&#8217;accordo con lui) insieme al top dev faranno la call e smarcheranno il tutto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Difficile? Senza la ben che minima ombra di dubbio.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fattibile? Assolutamente s\u00ec.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Disagio? Presente. Forte. Ma segnale che funzionava.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ovviamente non dobbiamo far capire al cliente la strategia. Ma funziona. Per me, per il team, per il cliente stesso.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Ristrutturazione in corso<\/h4>\n\n\n\n<p>Personalmente il disagio mi sopravviene specialmente nell&#8217;ultimo periodo, pi\u00f9 spesso. Ma c&#8217;\u00e8 un motivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio percorso, come vi dissi con l&#8217;esempio della casa, si sta spingendo avanti. Ogni singolo aspetto della mia vita si sta evolvendo. Il disagio emerge per questo motivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Su alcuni argomenti \u00e8 gi\u00e0 minore. Su altri siamo ancora all&#8217;inizio. In fondo la ristrutturazione non \u00e8 finita. La cucina \u00e8 completa. Il salotto e la camera da letto sono in corso.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Il mantra sbagliato<\/h4>\n\n\n\n<p>Nel lavoro ho iniziato a interpretare i segnali. Ogni giorno pongo un gradino nuovo e va meglio. Risultati validi per me, i collaboratori e anche i clienti.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 il mantra &#8216;il cliente ha sempre ragione&#8217; non \u00e8 vero. E sappiamo bene da dove dipende e perch\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Sinceramente sono felice. Non parlo di benessere, proprio felice. La situazione \u00e8 in gestione e so di averla approcciata al meglio, ma non al meglio possibile. E questo mi pone sulla strada giusta per il futuro.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Rapporti umani e tempo esponenziale<\/h4>\n\n\n\n<p>Stessa cosa sta avvenendo nei rapporti umani di ogni livello e grado. Un passaggio utile che si compie giorno dopo giorno. E citando il <a href=\"https:\/\/lucainfante.xyz\/?p=222\" data-type=\"post\" data-id=\"222\">tempo<\/a>, anche con effetto esponenziale, non essendo qualcosa di fisico o biologico.<\/p>\n\n\n\n<p>Il disagio non \u00e8 un nemico. Non \u00e8 nemmeno un amico, ovvio. Ma \u00e8 un segnale. E come ogni segnale, dipende da noi l&#8217;esito. Da come lo interpretiamo.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Conclusione<\/h4>\n\n\n\n<p>Avrei voglia di scrivere altro. Di scrivere i miei soliti fiumi, aiutati come sempre dall&#8217;AI. A volte raccolti per paragrafi brevi, a volte per paragrafi densi. Densi come la voglia di mostrarvi le connessioni e condividere con voi tutto questo.<\/p>\n\n\n\n<p>Avrei tanto piacere di chiacchierare. Con qualcuno che conosco avviene nella realt\u00e0 ed \u00e8 notevole. Con altri, nuovi? Non \u00e8 plausibile ma non impossibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Se state attraversando un percorso simile, se il disagio vi sta dicendo qualcosa, scrivetemi. Trovate i canali nella sezione Contatti. Leggo sempre, rispondo quando posso con sostanza.<\/p>\n\n\n\n<p>E chiss\u00e0 che nel 2026 non arrivi anche un podcast. Con la mia Amica (ex cliente, ora Amica, ma lavoriamo ancora), gli audio filosofici vanno alla grande. Parlarne in un podcast sarebbe interessante.<\/p>\n\n\n\n<p>Il disagio non \u00e8 un nemico. \u00c8 un segnale che stai cambiando davvero.<\/p>\n\n\n\n<p>E va bene cos\u00ec.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il disagio positivo. Finalmente. La parte pi\u00f9 difficile gestire un percorso di ristrutturazione mentale? Gestire il disagio. Lo presumiamo sbagliato, problema. In realt\u00e0 \u00e8 la parte migliore. Dimostra che il cambio sta avvenendo. Cliente chiede aiuto gratis: approccio Wolf. Mini analisi, compromesso, condizioni. Primo confine: rispondo fuori orario volutamente. Secondo: mi oppongo, disagio forte, non rispondo subito. Lui ri-scrive, dimostra interesse reale. Terzo confine: metto paletti. Difficile? Senza ombra di dubbio. Fattibile? Assolutamente s\u00ec. Disagio? Presente, forte. Ma segnale che funzionava. Il disagio non \u00e8 un nemico. \u00c8 un segnale che stai cambiando davvero. 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