{"id":564,"date":"2026-10-25T20:30:00","date_gmt":"2026-10-25T18:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/lucainfante.xyz\/?p=564"},"modified":"2026-10-25T21:26:48","modified_gmt":"2026-10-25T19:26:48","slug":"ti-rispondo-domani-mattina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lucainfante.xyz\/?p=564","title":{"rendered":"Ti rispondo domani mattina"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una sera, alle undici, mi scrive una persona con cui lavoro e si aspetta una risposta. In passato avrei risposto subito, un po&#8217; per cortesia e molto per ansia di chiudere. Questa volta ho risposto il giorno dopo. Mi ha ringraziato, senza alcun fastidio. Mi avrebbe ringraziato anche se avessi risposto alle undici di sera? Credo di no, perch\u00e9 sarebbe stata una rincorsa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il periodo resta complicato, lo sapete e non lo racconto di nuovo. Quello che mi interessa \u00e8 che dentro questo periodo sto rivalutando una parola che prima guardavo con sospetto, silenzio.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Il silenzio che calma<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una parola con due facce, lo so. Pu\u00f2 essere un muro, una punizione, una fuga. Pu\u00f2 anche essere uno strumento. La prima volta che l&#8217;ho usato cos\u00ec \u00e8 stato con la ruminazione. Quando un pensiero continua all&#8217;infinito, a volte mi blocco di botto, come se interrompessi la frase a met\u00e0, e faccio silenzio. Non ho un paper da citare, \u00e8 una cosa che osservo su di me. Una mia ipotesi \u00e8 che al cervello arrivi qualcosa che non torna, perch\u00e9 la frase non viene completata, e smetta di inseguirla, ma \u00e8 solo un&#8217;ipotesi. Non \u00e8 facile da fare, ma mi porta vantaggi. Somiglia al vuoto di cui ho scritto pi\u00f9 volte, solo che stavolta sono io a crearlo.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Non rincorrere la risposta<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo stesso vale per gli errori. In passato, quando mi accorgevo di sbagliare, correvo dietro alla giustificazione, e spesso peggioravo le cose. Ora chiedo scusa e mi fermo l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul lavoro \u00e8 dove l&#8217;ho visto di pi\u00f9. In una trattativa difficile, con un interlocutore che sa raccontare molto bene la sua versione, avrei risposto subito e probabilmente avrei perso. Ammetto che a spingermi ad aspettare \u00e8 stato anche il mio socio, e lo riconosco volentieri. Ora se qualcuno mi dice &#8220;rispondiamo&#8221;, io dico s\u00ec, ma aspetto il momento giusto. E ogni volta che aspetto un momento in pi\u00f9, noto che fa la differenza. Con la liquidit\u00e0 che stringe \u00e8 ancora pi\u00f9 difficile, perch\u00e9 quando manca la tentazione \u00e8 rincorrere. Ho aspettato, e sono andato avanti con il resto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All&#8217;inizio dubiti. Ti viene da pensare che stai sbagliando, perch\u00e9 non \u00e8 mai stato il tuo modo di fare. Poi ti accorgi che quel silenzio, il non far arrivare subito la parola, porta spesso a una risposta migliore di quella che avresti dato. Dire &#8220;ti rispondo domani mattina&#8221; alla persona di quella sera ha avuto questo effetto, ho deciso io i tempi senza chiudere la porta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche in una call, quando l&#8217;altra persona si innervosisce, a volte abbasso la voce e smetto di parlare. Il tono scende, poi si torna a ragionare. Mi sembra sia una tecnica che si insegna nella gestione dei conflitti; sicuramente per me ha funzionato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non parlo di ghosting. Il mio silenzio ha un ritorno, dico quando rispondo e rispondo. Una pausa in musica \u00e8 scritta, ha una durata e poi la melodia riparte, il mio silenzio vorrei che fosse cos\u00ec. E con le persone a cui voglio bene resta legato a una parola, a un gesto, a qualcosa che dice che ci sono ancora. Altrimenti diventa un muro.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Quando serve fermezza<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fermezza \u00e8 un&#8217;altra cosa, anche se spesso viaggia insieme. Il silenzio \u00e8 una pausa, la fermezza \u00e8 non arretrare. Un esempio semplice, e lo so che \u00e8 un caso solo: &#8220;Non intervengo finch\u00e9 la fattura non \u00e8 pagata.&#8221; La risposta tipica \u00e8 &#8220;ma dai, vogliamoci bene, capiamo&#8221;. E io no. Ha funzionato.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Anche a casa<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con i bambini \u00e8 la parte pi\u00f9 difficile, e credo che qualsiasi genitore lo confermi. Mia figlia ha un carattere molto forte. Quando le dico che ha guardato troppi cartoni, basta, inizia a urlare. Quello che funziona meglio \u00e8 il tono di voce basso, &#8220;no, \u00e8 cos\u00ec, non si fa&#8221;, e poi il silenzio. Faccio altro. Dopo un po&#8217; arriva un &#8220;va bene pap\u00e0&#8221;. Credo che il messaggio passi non perch\u00e9 le ho fatto paura, ma perch\u00e9 ha avuto il tempo di pensarci. Le variabili sono miliardi quindi va preso come supposizione perch\u00e9 come ogni genitore anch&#8217;io ho commesso i miei errori. La differenza risiede tra autorevole e autoritario, e non \u00e8 facile saperla applicare correttamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Silenzio e fermezza sono due parole che sto rivalutando. Non sono negative di per s\u00e9, dipende da come le usi. Vanno equilibrate e vanno allenate, in un periodo storto come in uno buono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel Go, una volta posata una pietra non la si sposta pi\u00f9, e poi si aspetta. Di solito nessuno parla, la mossa dell&#8217;altro arriva quando arriva. Quel silenzio fa parte del gioco. Forse \u00e8 questo che sto imparando, a posare la pietra e a saper aspettare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una sera, alle undici, mi arriva un messaggio che aspetta risposta. Un tempo avrei risposto subito, per cortesia e per ansia di chiudere. Questa volta ho risposto la mattina dopo, e sono rimasto in silenzio. Non \u00e8 ghosting e non \u00e8 un muro, ma qualcosa che sto imparando a usare in questo periodo storto, nel lavoro, con me stesso, perfino con una bambina che urla. <\/p>\n<p>Cosa succede quando smetti di rincorrere?<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[60,110],"tags":[2304,2300,1138,1677,2302,89,616,2298],"class_list":["post-564","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-libero","category-pragmatismo","tag-autocontrollo","tag-fermezza","tag-genitorialita","tag-go","tag-negoziazione","tag-pazienza-it","tag-ruminazione","tag-silenzio"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lucainfante.xyz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/564","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lucainfante.xyz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lucainfante.xyz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lucainfante.xyz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lucainfante.xyz\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=564"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lucainfante.xyz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/564\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":565,"href":"https:\/\/lucainfante.xyz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/564\/revisions\/565"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lucainfante.xyz\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=564"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lucainfante.xyz\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=564"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lucainfante.xyz\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=564"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}