Dal fare ossessivo al presidio attivo

Ieri la giornata mi ha colpito. È stata bella. Non per quello che comunemente potremmo pensare, ma per l’evoluzione del percorso che continua e mi offre sempre spunti nuovi. Spunti che mi piace condividere con voi e spero possano anche tornar utili.

Ieri ho apprezzato la giornata per più sfumature. In primis, finalmente ho vissuto al meglio il cosiddetto presidio attivo: il vivere al meglio il presente, quei momenti in cui non facciamo nulla di particolare. Per assurdo, una sorta di noia gestita con consapevolezza. Non costrizione, ma vantaggio competitivo.

Il vecchio schema: l’ossessione del “devo”

Prima, complice la società ed è innegabile, vivevo momenti come ieri con l’ossessione del “Devo giocare, devo leggere, devo andare a golf altrimenti non recupero e poi è peggio”. Se ricordate, forse avevo già accennato a questo concetto. Così non funziona e rende peggio.

Ieri per la prima volta ho percepito davvero il concetto di presidio attivo. In realtà non era la prima volta in assoluto, ma sicuramente la prima in cui la metacognizione me l’ha mostrato nella sua profondità e nel suo valore.

Cosa è successo davvero

Io ho giocato poco. Letto poco. Però nell’annoiarmi mi sono rilassato. La mia mente si è ricaricata dalla settimana. La mia mente ha avuto insight, anche lavorativi.

E aggiungo una cosa. Quello lavorativo avrei agito subito in passato. Ieri no. L’ho percepito, elaborato e appoggiato sul tavolo mentale. Domani lunedì, sicuramente con priorità, verrà attuato.

Notato una cosa? L’aver fatto mio il concetto interno della noia, elaborato il discorso del presidio attivo, mi ha condotto a vivere una giornata come ieri al meglio. Offrendomi oro nei momenti in cui ho giocato e letto, e prospettive per i giorni a venire, non solo lavorativi, non solo familiari.

Passatemi il termine, ma è stata una figata.

Sento sempre più entrare in fluidità la lettura, il gaming e man mano il golf. E più li sento entrare, più mi portano a ricaricarmi e più mi portano nel circuito propositivo.

La banda cognitiva che si allarga

La base di tutto questo è la nostra banda cognitiva. Renderci conto dei processi, esempio con la metacognizione e la metaconsapevolezza, ci conduce a rendere sempre più lontano il rumore: rabbia, ruminazione, nemici vari.

Non dico di non aver avuto ieri momenti in cui quella voce interna negativa, quella che chiamo “Bastardo 2.0”, ha provato a colpirmi. Ma è stato gestito. E questa fluidità nella mia mente la sento crescere. Sento sempre più gli strumenti in mano e le azioni in mio possesso. La mia agency.

La vita è Felice? Non ci sono problemi? Assolutamente e categoricamente no. Però posso gestirli e posso arrivare allo stato di benessere. Questi passi ci sono.

E l’agency, ascoltiamola: ricerche sull’invecchiamento attivo suggeriscono che sviluppare la mente e possedere senso di controllo interno ha la capacità di impattare significativamente non solo sul benessere percepito, ma anche sulla longevità stessa. Elemento che troviamo confermato anche in persone il cui stile di vita complessivo non sarebbe considerato ottimale secondo i parametri classici. La mente conta, eccome.

La sera: una sorpresa inaspettata

Ieri non è finito lì. La sera Greta, con gli amici, due famiglie di compagni di scuola di Marco, mi hanno organizzato una cena – festa a sorpresa.

È stato figo. Mi ha sorpreso. Mai avuto in 44 anni di vita. La mia reazione, per assurdo, è stata anche strana perché non sono abituato. Però sono stato Felice e sono Felice per ieri sera.

Potevo essere più sciolto? Quello fa parte del percorso e man mano ci arriverò. Ma ho vissuto bene e con soddisfazione.

Altro passo. Altro step.

Un invito per chi legge

Vorrei lasciare un messaggio ora rispetto a quello che scrivo. Qualcosa non connesso a questo singolo post, bensì a tutti.

Leggeteli. Osservate quelli generici come quelli, specie ultimamente, personali. Dopo però fate astrazione. Osservate le parole chiave. Cercatele, approfonditele. E iniziate a pensarci.

Ogni tassello è stato chiave. Ogni tassello mi ha aiutato e mi ha portato a pezzi nuovi e strade nuove. Non è finita e non so manco se finirà. Però il risultato che vedo, le reazioni e altro mi piace. Sto ripulendo la mia mente e i pensieri dal passato, dal junk food che avevano. E nell’andare avanti sento veramente più controllo, anche nei momenti, specie lavorativi, complessi che affronto.

Non sarà facile. Magari riceverò anche derisione. Però chissenefrega. Il risultato ripaga tutto.

Astraete, approfondite e non esitate anche a scrivermi o chiedermi. Se con delle chiaccherate posso diventare per assurdo parte di un rizoma, sapete bene che ne sarei orgoglioso.

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