Uno dei problemi principali in un periodo di ristrutturazione cognitiva è saper leggere quello che ci accade. Non interpretarlo male, non scambiarlo per qualcosa che non è.
Nelle ultime settimane, in più di un momento, ho pensato di regredire. Di tornare a quei pensieri, a quegli errori, a quello stato d’animo di sofferenza. Poi però, complice la metacognizione e i progressi fatti, ho iniziato a leggere i momenti invece di subirli.
Leggere il momento, non condannarlo
Ho capito quando ero stanco di una giornata piena, non pesante o negativa, semplicemente piena. Ho capito il periodo. Siamo verso l’estate, il caldo aumenta, e complice il cambiamento climatico antropogenico la stanchezza viene percepita diversamente. Più pesante. Specialmente quando si costruisce, si cambia, e nel mentre si lavora.
Non ho scoperto l’acqua calda. Ma esserne consapevoli, avere la metacognizione attiva su questi periodi, cambia le carte in tavola.
Vado in crisi per la liquidità? Sì. Poi capisco che sto sovrastimando. Sovrastimo perché sono stanco, perché fa caldo, perché ho investito tanto su me stesso. Esercizi di respirazione, grounding, lettura, e l’agency torna. Mi rendo conto della vera situazione, complessa e null’altro. Nessuna ansia, nessuna tragedia. E mi concentro, lavoro, continuo con la strategia della pietra del Go.
Le micro-gratificazioni non spariscono, si nascondono
Anche in questi momenti difficili, se apriamo la mente, vedi qualcosa di positivo. Quella cosa non è altro che la pietra posizionata mesi fa che oggi porta i suoi frutti. Nel lavoro, nella vita personale, nelle relazioni.
Forse la fatica cognitiva più importante in questi momenti è non dimenticare i micro-step, le micro-gratificazioni. Quelle parti che costruiscono il medio e soprattutto il lungo termine. Come resistere all’errore del tutto subito? Ricordando che le pietre del Go non producono effetti immediati, ma producono.
Le attività che ricaricano davvero
Per me la ricarica passa da tre cose principalmente. La lettura, dai romanzi ai saggi, dalla storia alla scienza, fino a Topolino quando serve leggerezza. I videogiochi strutturati, quelli che richiedono pensiero e strategia, più dei titoli leggeri. E il golf, fermo da tre mesi per varie cause e che mi manca più di quanto pensassi.
Go e scacchi hanno un ruolo diverso, più strategico-strutturale. Lego quando capita. Ma queste attività non sono passatempi. Sono strumenti per riportare la mente alla metacognizione, all’agency, alla capacità di affrontare il periodo invece di subirlo.
Il corpo che non ha ancora aggiornato il software
Chiudo con la cosa che trovo più importante di tutto questo.
A volte possiamo pensare di tornare indietro. Di regredire. Ma il più delle volte non è regressione. È il corpo che va in conflitto con la mente. La mente è già sintonizzata sulle novità, ha fatto il salto. Il corpo, scientificamente, non è ancora allineato. E quella sensazione strana, quasi di malessere, non è altro che il corpo che sta scoprendo la nuova strada.
Se ascoltiamo, e notate la potenza di questa parola, possiamo crescere. Andare al prossimo step. E forse la prossima volta saremo stanchi, ma senza quel malessere.
Sul percorso in corso aggiungo solo questo. Vedo miglioramenti personali, nel lavoro, con le persone. Su queste ultime, sia con quelle che valgono, sia con i rami secchi che ho imparato a riconoscere. Perché non tutto quello che sembrava connessione lo era davvero. E riconoscerlo, anche quando fa male, è parte della ristrutturazione.