Libero

La tecnica che mi ha liberato dalla ruminazione: nominare i bias

Questa settimana ho individuato il bias che mi domina da decenni: “Dipendo dagli Altri, non collaboro con gli Altri.” La tecnica di nominarlo, dargli un nome quando arriva, lo ha depotenziato. Il cervello passa da passivo ad attivo. La ruminazione cala, si libera banda cognitiva, arrivano idee. Non ho risolto, ma non subisco più. L’origine? Adolescenza, responsabilità adulte troppo presto. Il catalizzatore? Amelia, 26 settimane, 710 grammi, 109 giorni TIN. Da eroe forzato ad anti-eroe a stratega. Nominare, accettare, evolvere. Gli strumenti fanno la differenza.

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Golf, mente vuota e tempo percettivo: il mio rifugio consapevole

Il golf mi ha insegnato qualcosa che la meditazione forzata non è mai riuscita: svuotare la mente senza forzarla. Lo swing esige mente libera, corpo presente. Pochi secondi in tempo fisico, immenso in tempo percettivo. Come quando giochi coi figli e sembri un coglionazzo: loro felici, tu felice. Mente vuota, gioia piena. Il golf non è solo sport. È il mio modo di trovare armonia. Trova il tuo swing.

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Accettare non è arrendersi: il potere della serenità consapevole

Per anni ho pensato che accettare significasse arrendersi. Ma accettare non è subire. È strategia consapevole. Dalla scienza di Tetris post-trauma alla distinzione serenità/felicità, fino al paradosso: quando smetti di combattere ciò che non puoi cambiare, ottieni più potere. Accettazione non è passività. È intelligenza emotiva.

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Esaurimento controllato: quando la metacognizione ti ricostruisce

Nel 2024 sono andato in esaurimento. Usavo noradrenalina come benzina costante. Poi la metacognizione si è attivata. Da “esaurimento controllato” a “esplosione controllata” fino alla ricostruzione esponenziale. Oggi sono oggettivamente felice. Vi racconto come osservare i propri pensieri può essere il cardine che cambia tutto.

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