Benessere, non felicità: ripensare il Natale
Benessere, non felicità forzata. Natale diventa obbligo di essere felici. Aspettative altissime, regali perfetti, cene luculliane, poi down inevitabile. Felicità forzata è picco temporaneo seguito da caduta. Io con Natale non ho mai vissuto bene, lo ammetto. Marco se n’è accorto e mi spiace. Regalo fatto pensando al core della persona diventa significativo, ma quando diventa task lavorativo perde senso. Ho vissuto Natale come progetto aziendale: vigilia, Natale, Santo Stefano. Chiudi tutto entro 23 dicembre, pronto 7 gennaio. Risultato? Stress massimo, corto circuito. Quest’anno primo passo: reso rumore di fondo le forzature, concentrato su bimbi felici. Benessere permette alla felicità di emergere naturalmente. Senza aspettative che schiacciano.
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